Grua. Voci di donna tra onde di terra
Ode stradale in dieci strofe
Ideazione di Sergio Porro e Elio Tagliabue
Realizzazione del Teatro Artigiano e del Coro Femminile dell'Accademia delle Arti di Tirana nell'ambito del 34° Festival Autunno Musicale Lario Musica/Progetto Essere donna in Albania
Testo in versi delle studentesse del Liceo Linguistico "Asim Vokshi" di Tirana e dell'Istituto Statale d'Arte di Cantù. Coordinamento di Kozeta Noti. Rielaborazione di Luisa Azzerboni
Con Luisa Azzerboni, Osvaldo Ballabio, Loredana Bianchi, Elena Bruno, Viola Cappelletti, Anna Castelli, Liliana Concordati, Josephin Frangione, Elena Lanfranconi, Gigi Leoni, Matilde Mazzola,
Tarcisio Negrini, Clara Noseda, Fiorella Rovagnati, Elio Tagliabue, Alice Tettamanzi, Bruno Tortoreto.
(Sostituzioni e integrazioni per la 2^ edizione: Adriana Crescini, Myriam Di Pasquale, Tania Fausti, Antonio Pecoraro, Nadia Ponti, Elena Razzi, Flavia Rovagnati, Sergio Trezzi).
Foto e video di Giuseppe Ronchetti. Luci, audio e aiuto alla regia di Fabio Tagliabue. Assistenza alla fonica di Valerio Porro
Regia di Sergio Porro
Anteprima: Cantù, Chiesa di Santa Maria, 28 ottobre 2000. Cantù, Chiesa di Santa Maria, 29 ottobre 2000
Cantù, Chiesa di Santa Maria, 5 dicembre 2004 (nell'ambito dei "Concerti per la pace nel Natale" a cura del Comitato Lombardia Europa Musica 2000)
Cantù, Officine Pifferi & Alpi, 30 settembre 2005 / Milano, Teatro Arsenale, 1 e 2 ottobre 2005 / Palazzo San Gervasio, Chiesa di San Nicola, 3 ottobre 2005 / Rende (Cs), Parrocchia San Carlo Borromeo, 4 ottobre 2005 / Tirana, Auditorium Accademia delle Arti, 6 ottobre 2005 / Scutari, Chiesa Francescana, 7 ottobre 2005 (nell'ambito del programma "Gli ordini monastici. I nuovi fondatori: omaggio a Madre Teresa di Calcutta" a cura dell'Euro-Mediterraneo Culture dei Mari e del Comitato Lombardia Europa Musica 2000)
Intanto
dal silenzio si alza un canto dolce, malinconico e triste. Un canto che
ricorda paesi lontani sognati e irraggiungibili. Sulle
note di questo canto alcuni uomini trasportano, sulle carriole che usano i
manovali, corpi di donne apparentemente senza vita. Li scaricano sulla strada
senza prendersene cura.
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Terza
strofa ...
Alla fine del loro cammino uomini e donne si fermano in progressione, qua e là,
in luoghi determinati, sparpagliati ma con un ordine preciso, come se fossero
delle statue poste sulle tombe dei cimiteri. In effetti stanno assumendo la
posizione e l’immagine di queste bronzi,
angeli, madri, vergini, madonne,…, che sempre rappresentano figure di
oranti, di persone in preghiera, che porgono fiori, oppure che guardano il cielo
a cercare la luce. Appena
tutte le persone sono immobili, un pendolo scandisce le ore. E
subito dopo si alza un dolce canto di morte... |
Quarta strofa: Le persone avanzano portando la croce della propria maschera Dalla posizione di statue, uomini e donne riprendono motilità e arretrano. Ciascuno prende il proprio palo/faccia. Donne e uomini avanzano lentamente, sofferenti, portando i lunghi pali, come croci. In cima al palo ognuno porta la sagoma della propria faccia... Si alza un canto profondo. Alla fine del canto, scoppiano colpi di clacson. Il traffico è in movimento. E ognuno che porta la croce della sua faccia, si muove quasi scansando il traffico. Appena il gruppo si ferma... |
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Quinta
strofa: Le
sedie, le pietre e i frutti della risorta speranza L’apertura
del quadro vede un primo uomo che entra tenendo sollevato sopra la testa un
masso... L’uomo arriva al centro della scena e si ferma, guarda verso la sua
donna che entra trascinando la sedia... Altre
donne entrano con i rispettivi uomini, accompagnate dalle madri, amiche,… |
Sesta strofa: Le bamboline giocano con i nastri bianchi Lontano
si sentono voci di buoi e maiali, animali da cortile. Intanto altre donne
distendono nastri bianchi tagliando tutta la strada. Quando i nastri sono stati
“tirati”, le donne iniziano a giocare. Fischiano tutte confusamente e
passano sotto i nastri muovendo le braccia come un aeroplano. Ora, le donne che
hanno ritagliato le sagome dispongono le bamboline sui nastri bianchi come panni
da stendere al sole. Intanto passano veloci sirene di ambulanze e pompieri Ogni
gioco si fa silenzioso. Le donne si muovono tra i fili e dicono brandelli
di frasi, parole, riflessioni,..
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Settima strofa: L’arrivo del sicofante per la nuova pace Si
alzano profonde le note dello “Stabat mater”… Si presenta improvviso un
gigantesco sicofante. La
faccia è altissima, impennata da quattro pali. Avanza
quasi ballando e si muove lentamente. E’
un mostro enorme, lunghissimo. Di
tanto in tanto affiorano dalla sua pancia piedi, gambe, braccia. Avanza
distruggendo tutto ciò che incontra. I nastri bianchi si spezzano e cadono
sulla strada. Le bamboline precipitano sull’asfalto. Nell’aria
si diffonde la voce di questo mostro che parla per affermare a tutti i presenti
alcuni passaggi del Kanun...
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Ottava
strofa: La
cecità collettiva Compaiono sulla strada molti ciechi. Portano tutti occhiali scuri... |
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Decima strofa:
La terra, ossia le donne che
vogliono ricostruire
Lontano
si sente la voce del mare. I
cinque uomini avanzano con le carriole piene di terra e si fermano davanti ai
piatti. Intanto
tutte le donne si mettono in fila, pronte a compiere un gesto rituale, con
grande dignità. Ognuna
prende dalla carriola una manciata di terra e la lascia cadere nei piatti
bianchi. Alla
fine la ballerina si porta al centro per dire l’ultima frase... |